8 Marzo 2024

Fin da bambina l’8 Marzo mi ha fatto sentire infastidita.
Mi faceva provare una roba strana nella bocca e nello stomaco.
Non capivo cosa fosse ma era una sensazione spiacevole.
MI chiedevo: “Ma non c’è una Festa dell’Uomo?”
Non capivo , infatti, per quale motivo noi dovessimo avere una festa e loro no.
Cosa avevamo di più rispetto a loro, per avere una festa?

Ho scoperto con gli anni che quella sensazione era “ l’amaro in bocca”.

Già.

Perché questa giornata non è un avere di più.
E’ un avere di meno.

E ora me le immagino quelle persone, un po’ piccole, che leggendo questo diranno:
“Ma che polemiche, che acida, ma cos’hai, le tue cose?”

Ecco.
Potrei già concludere qui lo scritto per far capire molto.

Invece sono una masochista quindi continuo.

Oggi è la giornata internazionale della Donna, non la Festa.
Oggi è il giorno dove alcuni (lo sottolineo, ALCUNI) uomini portano le mimose prese al semaforo e le porgono con sorriso tronfio a voi, che li guardate imbarazzate e pure un po’ incazzate.

Anche perché siete allergiche a quel fiore maledetto che puzza già di suo, figuratevi dopo ore al semaforo di Viale Brigate Liguria.

Oggi è la giornata dove sui social tanti danno il peggio del loro peggio.
Donne che si scagliano contro altre donne perché la sera festeggiano, fake news su fake news corredate da mille punti esclamativi, uomini che si scagliano contro le donne con più rancore del solito e così via.

Io invece continuo ad avere l’amaro in bocca.
E i motivi sono così tanti, alcuni anche un po’ confusi, acerbi e ingarbugliati, che è veramente difficile tirarli fuori tutti e infatti non lo farò (se no finirei domani).

Fatto sta che a me questa giornata stona, non mi piace, mi da anche un po’ fastidio anche se so perfettamente che ha avuto bisogno e necessità di esistere.
Perché per arrivare anche solo a questo momento storico, in cui non c’è ancora parità ma sicuramente qualche gradino si è salito, c’è stato bisogno anche di questa giornata.

Però avrò sempre l’amaro in bocca perché a noi serve ben altro che questa giornata.

A noi serve che gli stipendi siano adeguati a quelli degli uomini.
A noi serve che ci chiamino “Dottoressa” e non “Signorina” (Avete mai sentito un Dottore essere chiamato “Signorino”?)
A noi serve che in ufficio non diano compiti di segreteria all’Ingegnere donna solo perché donna (ci sono gli Amministrativi per quello).
A noi serve che i congedi parentali siano dati in egual misura agli uomini.
A noi serve che quando si parla di genitorialità si parli di entrambi i genitori.
A noi serve che a scuola non si parli solo alle Mamme ma anche all’altro genitore.
A noi serve che ai colloqui nessuno ci chieda se vogliamo o vorremo avere figli.
A noi serve che sia la normalità che le incombenze domestiche siano di entrambi.
A noi serve che nessuno dica “Eh ma la Mamma è sempre la Mamma!”(io se fossi un Papà mi sentirei piccolissimo a sentire una roba simile!).
A noi serve che nessuno ci violenti. In qualsiasi modo siamo vestite.
A noi serve che tutti si inorridiscano davanti alla violenza. Non che la giustifichino per un qualsivoglia motivo (anche se siamo completamente ubriache. Nessuno violenta un uomo e poi dice “Eh ma era ubriaco!”)
A noi serve che le malattie come, per fare un esempio, l’endometriosi (questo è anche il suo mese!) sia riconosciuta come malattia invalidante e non una malattia per cui servono anni di dolori atroci e di “Sei tu che sei troppo sensibile al dolore delle mestruazioni” (detto da uomini che quando si tagliano il pollice con la carta, si rotolano per terra come Barella lunedì sera) per essere diagnosticata. Se fosse una malattia degli uomini credo saremmo già molto più avanti in questo senso.
A noi serve che non ci si ammazzi perché abbiamo deciso di lasciare un uomo che pensa ancora, nel 2024, che la donna che sta con lui sia sua.
A noi serve che non ci siano più paesi dove è legge che le donne debbano coprirsi testa, viso, corpo o che venga incarcerata perché non si sottomette alla legge stessa.
A noi servono più Paesi come la Francia, dove è nella Costituzione che del nostro utero se ne decida noi.

A noi serve soprattutto la solidarietà tra di noi, quella vera.
Senza giudicarci, sorreggendoci sempre, unite e compatte.

E ci serve che gli uomini, tutti, smettano di vederci come un sedere ambulante o come due belle tette.
O come uteri che devono sfornare.
Ci serve che combattano in queste cose, che cambino loro per primi, anche i migliori (e ce ne sono tanti di Uomini, credetemi)
Perché tutti, donne e uomini, abbiamo troppi millenni di disparità nel dna, e per dissiparli ci vorrà veramente tanto lavoro.

Ma se a salire i gradini saremo tutti assieme beh.
Il terrazzo da cui si respira e vede il mare…potrebbe non essere così lontano da raggiungere.

Un abbraccio a tutti

 

Ilaria

 

 

Commenti

  1. Spippoliii!!! Non mi ero ancora capacitata che hai un blog su Blogspot anche te! E ci ritroviamo come ai vecchi tempi...
    Bellissime parole le tue, in questo momento di sensibilità a questi temi (checchene dicano, ora finalmente se ne parla! Prima guai!) rivendichiamo orgogliose la sorellanza tra donne e i nostri diritti!
    Quella delle malattie è un punto dolente... il dolore che viene sminuito sempre! Come quando durante il parto non ti vogliono dare l'epidurale... o in altri tantissimi casi che il dolore femminile viene deriso ... vulvodinia, fibromialgia....
    Speriamo in una svolta presto, mi fanno un po' paura i movimenti in America contro l'aborto. Perché si sa, tutto ciò che succede negli USA, prima o poi arriva anche da noi.
    Dai ribecchiamoci su questi lidi! Passa a trovarmi!

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    1. Ma che meraviglia ritrovarti!!!!(leggo solo ora il commento faccio fatica a stare dietro a tutto, ma mi ci metto di impegno!) . Decisamente RIVENDICHIAMO ORGOGLIOSE. Almeno mettiamocela tutta!!

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