La Spipp giovane
A volte mi immagino la me stessa di 10 e più anni fa, venirmi a trovare nel presente.
A sto giro me la immagino arrivare dalla porta della casa in campagna, dove mi trovo ora, e osservare la scena:
Ha appena piovuto e il freschetto mi ha obbligato a mettere, goduriosamente, la felpa.
I bambini (la Spipp ha sempre un sussulto vedendoli) stanno giocano al piano di sopra.
Il marito (la Spipp ha sempre un sussulto pure qui) è a recuperare pizze d'asporto.
La Spipp giovane mi osserva apparecchiare e poi buttarmi sul divano a vedere le olimpiadi con un occhio e fare le parole crociate con l'altro.
Il tutto con un' Altavia (me la immagino dire "Ma 3.50 euro per una birra da 33?ma sei seria?") nel bicchiere.
La vedo sorridere sorniona, sedersi vicina a me e dirmi : "Ehy ragazza. Siamo invecchiate eh?".
Mi vedo scoppiare a ridere e a dirle che si.
Sono obiettivamente invecchiata.
Eppure la cosa mi rasserena.
Questo preciso momento mi fa sentire serena.
Serena come mi son sentita in tanti momenti più di 10 anni fa, magari alle 6 del mattino, dopo una serata assurda con le mie amiche, rauche e stanche, a mangiare un pezzo di pizza da Pizza Sbrano prima di andare a dormire.
Ero serena perché ero dove e come volevo essere a quei tempi.
Oggi son serena per lo stesso motivo.
Sono esattamente dove voglio essere e come voglio esserlo.
Tranquilla Spipp, torna serena nel passato a far casini (e a ingurgitare quella merda liquida che ti bevi in quantità imbarazzanti, maledetta te, che il nostro stomaco ci odia cordialmente).
Qui va tutto bene.
Molto bene.
E sappi che siamo fortunate.
Fottutamente fortunate.
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