La Luna nera degli sport
In alcune situazioni bisogna fare delle premesse.
Questa è una di quelle situazioni.
Ciao, io sono Spipp e sono una Mamma (sono una Donna!!!sono Cristiana e...ah no aspe).
E ho praticato sport agonistico.
Per 10 anni ho fatto quello che allora si chiamava Nuoto sincronizzato e che ora è Nuoto artistico (si lo so che state pensando ad Aldo, Giovanni e Giacomo).
Uno sport molto completo, sia fisicamente che psicologicamente. Di squadra ma anche individuale.
Mi allenavo 6 giorni su 7, 3/4 ore d'inverno in piscine con il ghiaccio dentro e 5/6 d'estate sotto al sole di (Riccione di Riccione) Genova .
Era uno sport in cui i genitori non esistevano proprio.
I genitori manco mi ci portavano ad allenamento dai 13 anni in su, venivano solo alle gare e solo li vedevano cosa eravamo diventate. E, a dirla proprio tutta, in certe gare, meno importanti e molto noiose, manco venivano.
Io non ero la più forte della squadra, ero il Capitano assieme ad un'altra, ero conscia di non essere la più forte, neanche la più gramma ma non mi avrebbe scalfito manco quello.
Ero nella squadra. Andava bene così.
Nessuno mi pompava, nessuno mi guardava, nessuno mi pressava.
Ero quella che ero, mi divertivo, mi allenavo, mi impegnavo e ho sempre vissuto tutto bene,
Serenamente.
Solo dopo anni ho capito che comunque ero una che aveva raggiunto un ottimo risultato nello sport perchè prima, nessuno me lo ha mai fatto notare.
Questa premessa per dire che qualcosina in tema di sport, posso capire.
Ecco.
Mio figlio grande invece ha iniziato col nuoto, per poi passare al taekowondo, uno sport bello, senza troppe pressioni, con tante cose belle, orari consoni, palestre non troppo fredde, tra l’altro situate in posti facilmente raggiungibili e in zone popolate da negozi/supermercati ecc.
Gare ogni tanto e allenamenti senza genitori.
Poi...
Poi.
A Settembre 2023 , è arrivato lui.
Quello sport che per chi ha fatto sport seriamente a suo tempo è IL male.
Il Lato oscuro dello sport.
L'Inferno agonistico.
La Luna Nera di ogni genitore.
Il CALCIO.
Io parlo da tifosa.
E non da tifosa da divano.
Io allo stadio ci vado da...sempre.
A vedere il mio Genoa ci andavo già da sola a 14 anni, nella Nord.
Arrivavo dai miei amici trafelata, buttando il borsone di syncro post allenamento, con i costumi e le ciabatte bagnate dentro che puzzavano di peste bubbonica, in mezzo ai gradoni (ora probabilmente mi arresterebbero) .
Sono abbonata da…sempre, con qualche pausa tra un bambino, un altro bambino e il covid.
Sono passata dalla Nord alla Sud e ora mi porto il mio bambino grande con me.
E quindi uno potrebbe dire “Beh Spipp, allora sarai una di quelle Mamme che ci sballano!”
Eh.
Eh eh eh eh.
Ah.
Ah ah ah ah.
No.
No raga.
Ma come è possibile sballarci a portare tuo figlio alle 16,30 (con fine scuola alle 16,25) al campo di allenamento che solitamente si trova sopra al cucuzzulo di qualche collina Genovese, arrivando in scooter, cercando di rimanere in equilibrio tra te, bambino, pc che ti porti dietro dal lavoro perché il giorno dopo sei in smart, zaino di scuola e megaborsona del calcio a cui è appeso anche il pallone personale?
Ma come è possibile sballarci che dici “Va beh vado a farmi un giro mentre si allena” se il campo di allenamento è sulle alture e tempo che sei sceso devi già risalire?
Ma come puoi essere felice di passare 1 ora e mezzo, a Dicembre, nel freddo barbino a vedere bambini che si arrabattano, infangano e a volte litigano per una pallonata in faccia, con, tra l’altro, alcuni genitori che commentano a voce altissima manco fossero Marcello Lippi, anche se l’unico sport che hanno praticato nella loro vita è alzare il braccio per bere del vino?
Dove manco puoi andare a berti la birretta al bar perché, come sulle alture in precario equilibrio ci sei salita, ne devi anche scendere.
Cercando di schivare anche qualche cinghiale che ti si piazza dietro ad una curva probabilmente.
Io credo che quando tuo figlio sceglie come sport il calcio significa che nella vita precedente devi essere stata veramente una persona orribile per cui ti meriti una punizione divina terrena perpetua.
Perché gli allenamenti sono una tortura.
Ma le partite ufficiali ragazzi.
Le partite!!!!!!!
“Convocazione Sabato alle 7,55 a Campomorone il 24 Gennaio”
“Va beh ma almeno domenica siamo liberi”
“Convocazione Domenica alle 12.45 a S. Eusebio!”
“Ma avevamo detto un giorno a week end!”
“Eh ma manca il portiere titolare che ha l’intestinale!”
“Ma i portieri sono 4!!!!”
“Eh ma non si sa mai!”
Tu però decidi che insomma, non hai ucciso nessuno.
Tanto oh c’è già il Papà con lui visto che, mentre era un attimo distratto, è stato placcato alla rugby dal Mister e da altri 3 vice allenatori (genitori placcati gli anni prima con la stessa subdola tecnica), e al grido di “TU ERI UN PORTIEREEEEEEEEEE!!!!!!!”, è stato insignito dell’Alto Grado di allenatore dei portieri e quindi è sempre al campo con il dolce figliolo.
Poi il suddetto Papà, come tutti i Papà in queste situazioni, è uno che l’impegno lo prende come se avesse firmato col sangue e quindi, cascasse il mondo, va a tutte le partite, anche a quelle in cui non gioca suo figlio.
Lui che una volta mi ha detto “NON HO LE FORZE DI INFORNARE IL BON ROLL” perché aveva un 38° di temperatura lui con la febbre va alle partite!!!!
E quindi bom ciao.
Tu Mamma, che tra l’altro hai un altro figlio da gestire, che povero nanetto pure lui ha le sue cose e sport da fare, non ci devi andare a vedere le partite di calcio no?
Eh.
Peccato che dopo due o tre partite in cui non vai ti senti una merda secca e calpestata.
Sicuramente perchè gli altri di genitori, ci vanno tutti a vedere le partite.
Portano anche i nonni, gli zii, i prozii, gli amici dei prozii.
Anche quelli che non ci vogliono venire.
Vedi alcune Bisnonne sedute sui gradoni che si guardano intorno spaesate dicendo: “Ma voi chi siete?Riportatemi subito alla casa di riposo maledetti!!!!!” o le fidanzante di alcuni Zii orgogliosi che, vedendo il loro futuro, meditano un divorzio anche se non c’è manco ancora stata una proposta di matrimonio.
Ma soprattutto senti una merda secca e calpestata quando arriva QUEL momento.
Quando tuo figlio a cena, mangiando la torta di verdure e dicendoti che è buonissima a tradimento poi ti chiede :
“Ma Mamma stavolta però potresti venirmi a vedere?” con gli occhi da Gatto degli Stivali di Schreck.
E allora le tue certezze cadono e pensi “Va beh dai, una volta ogni tanto….è anche giusto no?”
E tuo Marito
“Ah che bello domenica vieni a vederci?”
“Ma si dai!”
“Che bell!!C’è il torneo COPPASTOCXXXO domenica!”
Ed è li che decidi che è meglio tornare in terapia immediatamente.
Perché il torneo è un girone dell’Inferno che se Dante avesse avuto un figlio giocare a calcio, avrebbe descritto benissimo.
Il torneo è quella domenica che passerai tutto il giorno sul campo da calcio a vedere 890 squadre affrontarsi dalle 8 alle 17, in cui tu speri che la squadra di tuo figlio magari non esca proprio subito (perché essere proprio tra i più grammi magati ti spiace pure) però ecco, che non debba andare in finale che se no torni a casa che è già lunedì .
Ma ormai la parola l’hai data.
E così ti ritrovi in un campo in mezzo ai boschi, con 3 gradi effettivi e -2 percepiti, di Domenica, con la birra che ti sei concessa la sera prima che ti balla sullo stomaco e ti annebbia la vista assieme alle caccole che hai ancora negli occhi che ti si sono cristallizzate nelle ciglia.
Cerchi allora di scaldarti con un caffè terrificante del baretto del campo, che però si raffredda in 1 secondo e mezzo lasciandoti pure il sapore di morte in bocca.
Il tutto con il figlio piccolo citato poco fa, di neanche 4 anni il quale, a differenza tua, ha l’energia di una duracell appena scartata e, come una mitragliatrice inizia a bersagliarti di:
“Mamma voglio i biscotti”
“Voglio giocare a palla con te”
“Dove è il pallone?”
Intermezzo capriccio perché non ti sei ricordata di portargli il pallone.
“Dove sono i miei giochi?”
“Mamma ma non abbiamo portato la macchina di Gattoboy”
Intermezzo si butta nel fango ridendo.
“Ho sete, voglio la Coca Cola”
Intermezzo capriccio perché vuole la Coca cola alle 9 del mattino.
“Voglio togliermi la giacca”
“Ma Papà e Fratellone dove sono?”
“Posso andare a giocare con loro?”
Intermezzo capriccio perché non può entrare in campo.
Che poi dici va beh, almeno mi vedo giocare una partita che a me piace vedere giocare a calcio.
Ti metti allora dalla rete saltellando per scaldarti e guardi osservi sti ragazzetti bellissimi giocare, ma nel frattempo alcuni genitori vicini cominciano a dire:
“Arbitroooooooooo perché hai fermato il gioco era gol”
- Era fuorigioco-
“Arbitrooooooooo è fallo!”
-Era palla piena-
“Misterrrrrrrrrrrrr ma non stanno facendo la diagonale”
-Hanno 8 anni per Dio!!”
“AMICO DI MIO FIGLIOOOO PASSA LA PALLA A MIO FIGLIOOOO”
“MA MISTER GIA’ FAI USCIRE MIO FIGLIO?”
“QUEL PORTIERE E’ PROPRIO GRAMMO!”
- E’ tuo figlio. E in effetti ha appena fatto una papera ma 3 minuti prima ha salvato un gol dall’angolino su! Ora gli dico di tutto a ques…. NO NO SPIPP zitta non ne vale la pena!-
“FIGLIO DEVI SVEGLIARTI!!!!!!!!NON PUOI SBAGLIARE QUEI GOL”
-bambino evidentemente preso malissimo perché il suo genitore gli fa pesare un errore-
“FIGLIOOOOOOOOOO SEI PIU’ FORTE DEGLI ALTRI NON PASSARLA AD TIZIO VAI TU IN PORTA!!”
-bambino evidentemente in confusione perché non sa cosa fare-
“Certo che se i difensori non difendono come fa mio figlio a far bella figura???”
-Difensori che Cannavaro ai Mondiali del 2006 in confronto ha fatto cagare-
Tu digrignando i denti e ripescando ricordi lontani di meditazione per non tirare una sediata a tutti sti imbecilli vicino a te, riesci ad arrivare alla fine del torneo.
Sorridi a tuo figlio e vorresti andare ad abbracciarlo e adire a lui e a tutti che son stati bravissimi!
Che te con quel freddo altro che buttarti per terra nel fango o inseguirti facendoti prendere a calci per prendere il pallone per poi rialzarsi sorridendo!
Quindi bravi tutti!
Ma orde di genitori si riversano verso la porticina di uscita del campo, ostruendo pure il passaggio per dare le loro impressioni non richieste.
Vedi genitori che di sport al massimo hanno giocato a bocce di plastica da bambini, che vanno ad insegnare come fare il Mister a quello che allenatore lo è davvero e magari ha giocato a calcio per 20 anni.
Vedi genitori con 35kg in più, arrancare verso i propri figli intimando loro di essere più veloci!
Vedi genitori che “Devi svegliarti, sei sempre addormentato, devi scrollarti e crescere!!!!!!!!ora vieni che ti cambio e ti faccio la doccia!”……..
Vedi genitori che “Si però l’altra squadra ha rubato!!”
(abbiamo perso 12 a 1 raga!).
Però alla fine sapete a te che te frega?
Sei solo felice perché tuo figlio si è divertito fortissimo, ha fatto delle super parate ma anche delle super cappelle eppure è stato consolato dai suoi compagni esattamente quanto è stato festeggiato.
Il calcio è uno degli sport più belli del mondo.
Mio figlio ha acquisito una grande sicurezza in se stesso grazie al calcio.
Ha scoperto cosa è uno spogliatoio nel bene e nel male.
Ha imparato a prendersi le sue responsabilità.
A capire che alcune volte si gioca male e si prendono gol tipo Falcone nell'ultima giornata di campionato, e a capire che alcune volte fai la partitona tipo Martinez in Genoa Lecca (oh raga, Genoana sono e gli esempi li porto sempre dalla mia).
Ha imparato che nella vita si vince e si perde e , in squadra, lo si fa assieme accettando sia le prodezze che gli errori di tutti.
Si accettano le giocate superlative d quell'attaccante in squadra fortissimo che però la passa poco.
O di quel difensore che belin è un muro, però se gli parte la brocca falcia l'avversario e si fa espellere come l'ultimo dei babbi.
O di quel portiere, come è lui, che magari nelle uscite è il più forte, ma tra i pali le cappelle le commette neanche troppo raramente,
La squadra è che si vince e si perde assieme.
Ma soprattutto i ragazzi sono consci che c’è una possibilità su un milione di essere fenomeni.
Almeno la maggior parte di essi, se non è pompata da un genitore.
Loro si divertono.
E questo dobbiamo ricordarci noi genitori.
Che è sport e lo fanno per divertirsi e per formare fisico, testa, socialità.
Fine.
Perchè questo a loro servirà per tutta la vita.
Nelle amicizie, nella scuola, nel lavoro, nella famiglia.
E' veramente difficile che nostro figlio sia il nuovo Mbappé.
Ma è veramente difficile anche sia un Coda.
E se anche nostro figlio fosse un fenomeno sappiate che i genitori esaltati, pressanti, pedante e pesanti saranno probabilmente motivo di non crescita del figlio stesso.
Quindi raga.
Molliamo tutto, portiamoli ad allenamento e, se non abbiamo da far la spesa vicino o commissioni vari (tipo l’estetista! Ma quando mai ce lo abbiamo il lusso di 1 ora e mezza tutta per noi?!!), mettiamoci in macchina d'inverno a leggere un libro o ad ascoltare un podcast di Indagini o di Alessandro Barbero.
Mettiamoci a fantasticare sulle chiappe di qualcuno.
Dormiamo a bocca a aperta con la bolla al naso o fissiamo semplicemente il vuoto.
Andiamo a berci un caffè con altri genitori.
Ma molliamoli sti bambini
Facciamo fare il lavoro dei Mister ai Mister che lo fanno meglio senza di noi tra le balle.
E poi godiamoci i loro progressi alle partite, tifando per il fair play, dando il buon esempio.
Proviamoci almeno
E se il nostro figliolo sarà destinato a grandi cose….arriveranno da se.
E poi raga
Ma veramente.
Ma chi cavolo ve lo fa fare di stare a 2° alle 18 di un cazzo di venerdì sera a vedere 20 bambini arrembarsi tra di loro, con i cinghiali che ci guardando sconsolati?
Ma chi cavolo avete ucciso??!
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