Mercoledì.

Il mercoledì non mi è mai piaciuto granchè. E' sempre stato il giorno più faticoso della settimana.
Da piccola era giorno di rientro pomeridiano a scuola e mia Mamma mi ci metteva anche un bel carico da 90 obbligandomi a mettere quella maledetta gonna, con quelle maledette collant che mi cadevano puntualmente a metà coscia e che si spaccavano in 2 secondi e mezzo.

Io che amavo mettere le tute e pure i jeans mi erano quasi insopportabili, mi ritrovavo tutta la giornata a cercare di giocare a Potentius e Perfidus (un gioco da psicopatici che facevo con il mio migliore amico. Che se ci giocasse mio figlio ora non so quanto sarei serena ecco)con quella roba del demonio addosso.

Da più grande poi, il mercoledì, è sempre stato il giorno in cui, come ogni giorno feriale, mi allenavo. Però poi mi toccava andare a fare ripetizioni di francese da una vecchia prozia obesa, che si mangiava davanti a me (reduce da 6 ore di liceo e 3 di allenamento) fette di torta senza, ovviamente, offrire.

Vecchia stronza.

Poi , iniziando a lavorare, il mercoledì è diventato il giorno di mezzo.
Quello in cui ti svegli in coma sperando sia venerdì e invece sei solo a metà della fottutissima settimana.
Quella giornata dove hai 890 riunioni e l'umore di un babbuino mestruato.
Quella giornata in cui vai in palestra, quei 3 mesi all’anno a dir tanto in cui ti obblighi a farlo, e la sera ti aspetta una meravgliosa cena a base di arrosto di tacchino in busta, rigorosamente mangiato davanti alla tv.
O peggio, quella giornata in cui esci con un ragazzo conosciuto il week end prima che sai perfettamente essere un coglione, ma ci provi.
E vai a dormire la sera bramando il venerdì in cui, finalmente, si andrà a fare un po' di casino in giro conoscendo probabilmente il coglione con cui uscirai il successivo Mercoledì.


Poi arriva lui, quello che incredibilmente non è un emerito pirla, o almeno non così tanto così da poterci passare sopra.
L'uomo con cui metterai su famiglia.
Ecco li a volte inizi anche ad apprezzarlo il mercoledì, perchè la sera guardarsi un film assieme male non è.
Poi siete ancora giovani, freschi e riposati perchè senza prole (e pensate, BUAHAHAHA, penserete pure di essere esausti. Ah che tenerezza) e magari ve ne andate pure al cinema!

Poi, appunto, la prole arriva.
E il mercoledi diventa un apostrofo nero tra una corsa assurda e l'altra.

Una lotta alla sopravvivenza per arrivare al week end vivi, week end in cui, puntualmente, i bambini si ammaleranno e passerai tutto il tuo tempo libero ad aspirare litri di muco, effettuare lavaggi nasali imparando mosse di lotta greco romana per riuscire a immobilizzare i poveri bambini che urlano come ossessi che cercano di morderti la mano con la siringa piena di ipertonica in pugno e a calibrare nurofen e tachipirina che manco un farmacista con 89 anni di esperienza.
E con inframezzi di bicchieri di vino bevuti conditi da nottate terrificanti per cui tu bevi il vino proprio perchè non ci vuoi pensare.
E il mercoledì è il giorno di calcetto di tuo marito che esce di casa con il borsone addosso, 2 ore prima della partita (e non per una meravigliosa e seducente amante no, solo per godere di 2 ore di silenzio al freddo, avendo il lusso di non sentirsi fare 9000 richieste al secondo da due meravigliosi quanto insistenti mocciosi) quasi scappando urlando un imprecisato "CIAOOOOOOOOO CAXXI TUOIIIIIIIII" sapendo che tu, la sera dopo, farai esattamente lo stesso.

Poi per fortuna i bambini crescono e, nonostante i miei siano ancora abbastanza piccoli, non lo sono più così tanto da ritrovarmi ancora a cucinare un piatto di pasta con un bambino attaccato alla gamba che piange per un qualsivoglia motivo e con un altro che devi sorvegliare da vicino pèrchè si mette nel naso i pennarelli in un centesimo di secondo o si arrampica sui tetti cercando di suicidarsi appena giri la pasta.

E quindi, con il grande a calcio assieme al papà e il piccolo che gioca ormai autonomo o che al massimo ti fa compagnia, tu puoi prenderti il lusso di cucinare.

Si raga.

Lo so che ora leggendo dite “Ma Spipp tutto bene?”

Si raga.

Veramente.

Allora, premetto che a me cucinare piace e rilassa.
Ma soprattutto mi piace cucinare con le cuffie inforcate nelle uegie ascoltando podcast di assassini terrificanti (e qui si torna a Potentius e Perfidus dell'inizio post), che te li sogni di notte se sei una persona normale quale io non sono ,o qualche lezione di Barbero sul medioevo o solo della musica che mi fa emettere gridolini imbarazzanti e fare balletti improbabili.
Mi piace sperimentare o fare la solita torta salata di cui però ora riesco, addirittura, a farne la pasta io.
Mi piace il mercoledì fare una torta per le colazioni dei giorni dopo.
(Va beh. La colazione del giorno dopo. Che ne rimanga una sottiletta di fetta fino al giovedì sera normalmente è difficile)
Mi piace farla e poi assaggiarne un pezzo tutti assieme la sera stessa e dare un voto con il grande (rientrato da calcio) alla ricetta, voti che ci scriviamo su un quaderno apposito.
Mi piace magari farmi una vellutata per il giorno dopo a pranzo o semplicemente avere il tempo e la voglia di cucinarmi una ricetta che ho visto su instagram.

Mi piace poi mettere a dormire il piccolo e magari vedermi il primo tempo di una partita di champions con il grande, per poi mandarlo a dormire e guardarmi una puntata (o due) (o tre) (eh…o quattro) della mia serie preferita del momento o addirittura, leggermi le pagine del libro del momento.

E mi piace sentire poi la chiave nella toppa che significa il rientro di mio marito, che arriva sconvolto chiedendomi “Come va?” mi da un bacio e poi, dopo aver portato fuori il cane, mangia quello che ho cucinato dicendomi che gli piace.
Mi piace andare a dormire sapendo che il giorno dopo sarà giovedì, che è sempre stato invece il mio giorno preferito assieme al venerdì.


E mi piace andarci a dormire con mio marito, che si addormenterà dopo di me.

Perché io ho l’addormentamento difficile e il risveglio facile.
E lui il russamento di una motosega di esorcizzare.

E visto che nella vita quotidiana che ho, e che amo nonostante sia spesso satura di fatica, amo apprezzare veramente tutto e cerco quindi di farlo alla grande.
Per tutte le cose piccole e grandi che vivo.
E quindi si.
Anche il Mercoledì.
Che ultimamente mi sta un po' più simpatico.

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